06 Settembre 2010
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27 GIUGNO 1796: NAPOLEONE A LIVORNO

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Nel 1796, durante la "Campagna d´Italia", il generale Napoleone Bonaparte (nella foto a destra un ritratto) dopo aver attraversato il Piemonte, grazie all´armistizio di Cherasco con il re di Sardegna Vittorio Amedeo III, varcò il fiume Po vicino a Piacenza.
Cominciò così l´inizio delle conquiste militari, dell´allora frazionato territorio italiano, da parte del celebre generale corso.
Dopo le battaglie di Fombio, Codogno e Lodi, Bonaparte entrò trionfante a Milano, conquistò la Lombardia, e disturbò l´intoccabile "Serenenissima" Venezia, occupando Verona e Peschiera sul Garda, quest´ultima per sbarrare un´eventuale soccorso da parte degli austriaci che avrebbero potuto scendere dal Brennero per soccorrere Mantova, ormai assediata dalle truppe francesi.
Napoleone pose poi il pensiero sull´Italia centrale e passò alle armi l´Emilia, territorio allora diviso tra il governo pontificio ad est e i ducati di Modena e Parma ad ovest.
Giunto a Bologna il generale Bonaparte fece richieste di indennizzi economici al Papa Pio VI, che spaventato inviò suoi delegati per trattative amichevoli.
A questo punto Napoleone lasciò Faenza e Ravenna al Papa e tenne Ferrara e Bologna.
Non contento ordinò al generale Lannes di invadere la Toscana cominciando dal Ducato di Massa Carrara ed egli stesso, affiancato dal generale Vaubois, si diresse alla conquista di Pistoia, invadendo così il Granducato di Toscana.
A questo punto Napoleone, per il suo rinomato odio verso gli inglesi, pensò di conquistare Livorno con l´intento di impadronirsi delle navi britanniche ancorate nel porto labronico, e soprattutto delle merci inglesi, stivate sia sui galeoni, che nei magazzini del porto granducale.

Nel Granducato di Toscana dal 1591 esisteva la figura del "Governatore", che sostituì il precedente commissario o capitano: il suo incarico comprendeva quello di "Governatore delle armi" e "Governatore della città e del porto di Livorno". Fu un rappresentante del governo centrale, paragonabile al prefetto di oggi, che oltre alle funzioni civili (polizia, sanità) aveva anche funzioni militari, come il controllo e la difesa della costa, ed era garante della neutralità commerciale e militare del porto di Livorno.

Nel 1796 il governatore granducale era Francesco Spannocchi Piccolomini, barone senese che fu convocato, per un incontro in qualità di responsabile del porto livornese, da Napoleone Bonaparte stesso, proprio a Livorno. Era il 27 giugno 1796.
Dopo il colloquio con lo Spannocchi Piccolomini, Napoleone considerò già attuata la confisca dei beni inglesi, visti i toni accomodanti del governatore, ormai reso impotente dalla conquista militare francese; ma amara fu la sorpresa quando constatò che le navi dell´impero britannico avevano salpato frettolosamente con tutte le merci alla volta dell´isola d´Elba, dove la marineria inglese rimase a lungo.
Bonaparte, furente, fece arrestare e imprigionare il governatore il giorno stesso, avendo capito che lo Spannocchi aveva anticipato la notizia con una rapida missiva agli alleati inglesi.
Tutto questo fa parte della storia e delle vicende toscane, quello che invece molti non sanno è che questo storico incontro si tenne in un palazzo che ancora oggi esiste: si trova nella via che all´epoca si chiamava Borgo Reale, oggi via Garibaldi, al numero civico 209; e a dimostrazione perenne di ciò vi è apposta una targa in marmo che riporta la seguente dicitura : IN QUESTA CASA DI PROPRIETA´ PERIER POI FABBRI IL 27 GIUGNO 1796 AVVENNE LO STORICO INCONTRO DI NAPOLEONE BONAPARTE GENERALE E FRANCESCO SPANNOCCHI PICCOLOMINI, GOVERNATORE DI LIVORNO.
(La targa - foto nella pagina precedente - è per il 150° anniversario della morte di Napoleone, avvenuta il 5 MAGGIO 1821, ma è stata posta in ritardo, nel dicembre 1971.

Vittorio Carassali © 2009

(L´immagine per l´articolo di Vittorio Carassali sono tratte da Wikipedia, l´enciclopedia libera - nella pagina "Napoleone Bonaparte" - mentre la foto dell´iscrizione è di Fabio Figara).
Articolo tratto da Omnibus 2 - settembre 2009
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